Sicilia

Nella sua lunga e ricca storia la Sicilia può documentare la presenza del vino con “vasi  potori” (vasi rituali) ed enoici ritrovati a cozzo a Pantano, vicino a Siracusa e a  Pyrgos, risalenti al secondo millennio a.C. . Ciò fa supporre la presenza della vite e una sua coltura, andata perfezionandosi col tempo, con l’apporto di viti e sistemi d’...

Nella sua lunga e ricca storia la Sicilia può documentare la presenza del vino con “vasi  potori” (vasi rituali) ed enoici ritrovati a cozzo a Pantano, vicino a Siracusa e a  Pyrgos, risalenti al secondo millennio a.C. . Ciò fa supporre la presenza della vite e una sua coltura, andata perfezionandosi col tempo, con l’apporto di viti e sistemi d’allevamento, prima fenici, poi cretesi-micenai, infine greci. L’uso del vino in Sicilia è inoltre documentato fin  dalla media età del bronzo (XIV sec. a.C.) e raggiunge l’apice nel periodo romano, quando i vini siciliani vengono esportati in tutta Europa. Dopo la civiltà romana, i vari dominatori che si sono succeduti hanno lasciato anch’essi un segno vitale con le loro diverse tecniche agrarie imposte e poi assorbite. Attualmente la coltura della vite occupa il 40% delle pianure, il 54% delle colline e il 6% delle montagne. Le uve bianche costituiscono il 75% del contesto ampelografico totale. I vitigni più diffusi a bacca bianca sono: il cataratto, l’inzolia, il grecanico e il trebbiano toscano. Mentre quelli a bacca rossa sono: nerello mascalese, il perricone il calabrese e il frappato. I sistemi di allevamento in uso sono l’alberello con circa il 40%, la spalliera con il 41% ed il tendone con il 15%. Tipici gli allevamenti a potatura mista quali l’alberello “alcarnese”, quello “marsalese” e quello “imerese”. Il 33% dei vigneti viene irrigato, ma questi sono presenti quasi esclusivamente nella zona occidentale in provincia di trapani, ove è una forte concentrazione della produzione di vini da taglio e da tavola. Nella zona orientale sola una minima parte è irrigata. Le innovazioni  dovute alle riconversioni degli impianti, alle nuove tecnologie per la vinificazione, alle vendemmie più precoci delle uve bianche, richiedono tempi lunghi; perciò oggi vediamo convivere la tradizione dei vini da aglio con le novità dei vini freschi e fruttati, di concetto moderno e di elevata qualità. Ciò non significa contraddizione, ma una caratteristica del paesaggio siciliano, estremamente vario.

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