Basilicata

La storia vitivinicola della Basilicata inizia tra il VII e il VI secolo a.C., quando i greci provenienti dall’Eubea introdussero  nuovi vitigni e tecniche più avanzate. La varietà più famoso e coltivata è il vitigno “ellenico”, oggi volgarizzato in aglianico, d’importazione greca. Nel passato il sistema di allevamento più diffuso era quello ad ...

La storia vitivinicola della Basilicata inizia tra il VII e il VI secolo a.C., quando i greci provenienti dall’Eubea introdussero  nuovi vitigni e tecniche più avanzate. La varietà più famoso e coltivata è il vitigno “ellenico”, oggi volgarizzato in aglianico, d’importazione greca. Nel passato il sistema di allevamento più diffuso era quello ad alberello speronato, anche esso di origine greca. Attualmente è usato il guyot a filare basso. L’impalcatura è su paletti di castagno o di cemento. Nella regione si registra una delle più basse rese d’Italia, non raggiungendo spesso i 50 q.li di produzione per ettaro. L’antica tecnologia vinaria usava le grotte, numerose in questo territorio, come ricovero ideale per il  mantenimento del vino. Oggi il suo affinamento è ottenuto con un adeguato periodo trascorso in botti di rovere. In queste terre fertile e ricche di luce, la vitivinicoltura dovrebbe trovare maggiore spazio, associando alla saggezza delle tradizioni e alle sue uve generose, una più incisiva tecnologia di trasformazione, moderna e intraprendente.

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