Puglia

La coltivazione della vite nella regione pugliese prospera fin 200 a.C., ed ha acquisito nuove tecniche migliorative  con la colonizzazione greca avvenuta attorno all’ VIII sec A.C. Dopo il lungo periodo di splendore e di ricchezza del periodo romano le viti furono abbandonate, con la decadenza e la caduta dell’impero romano d’Occidente e con la...

La coltivazione della vite nella regione pugliese prospera fin 200 a.C., ed ha acquisito nuove tecniche migliorative  con la colonizzazione greca avvenuta attorno all’ VIII sec A.C. Dopo il lungo periodo di splendore e di ricchezza del periodo romano le viti furono abbandonate, con la decadenza e la caduta dell’impero romano d’Occidente e con la perdita definitiva del territorio da parte dei Bizantini. Verso il 1600 vi fu una  grande rinascita produttiva ed il ritorno dei vitigni e di coltura locali, che, all’inizio del 1900, l’invasione della fillossera stroncò repentinamente. La ricostruzione dei vigneti seguì il criterio della grande produzione di vini con una  grande concentrazione di colore, alta gradazione alcolica e bassa acidità. Tale sistema assicurò una fiorente esportazione dei vini, adatti a rinforzare e migliorare le produzioni vinicole settentrionali e d’oltralpe. Questo orientamento ha privilegiato la quantità a svantaggio della qualità. Gli odierni obbiettivi sono diversi, orientata verso il miglioramento della produzione dei vini da tavola; sono state introdotte nuove varietà di vitigni, si stanno sostituendo gradatamente i tipi di allevamento, si migliorano le attrezzature.  L’amore per la propria terra, e in special modo per la vite, ha reso fiorente l’economia agricola pugliese ed ha reso questa regione la più viticola d’Italia. Il movimento cooperativo annovera 190 organizzazioni associative con 166 cantine sociali, che rappresentano circa il 60% della produzione vinicola. Le forme di allevamento più in uso sono quelle a  tendone, a guyot e a cordone speronato: tipico, ed ancora diffuso, è anche quello caratterizzato dalla potatura corta, denominato appunto “alberello pugliese”. I vitigni ammessi alla coltivazione sono 55, dei quali 29 per la produzione di vini DOC . al nord sono più coltivati monte pulcino, uva di Troia, bombino bianco e nero: nella valle d’Itria verdeca e bianco d’Alessano; al sud soprattutto negro amaro, primitivo e malvasia nera. L’80% dell’ampelografia regionale è rappresentata da uve a bacca rossa: La Puglia è anche al primo posto in Italia per la produzione di uva da tavola.

Altro

Puglia  Non ci sono prodotti in questa categoria